Il costo di un clic su Instagram non e una cifra fissa: oscilla in base al pubblico, al formato e al momento. In mercati europei competitivi vedi range che vanno da circa €0,10 fino a oltre €1,20 per clic, con medie spesso intorno a €0,30–€0,50 nei settori generalisti. Tradotto: non esiste un numero magico, ma ci sono segnali per capire se stai pagando troppo.
Le variabili che spingono il prezzo sono chiare: target piu qualificati costano di piu ma convertono meglio, creativita scadente abbassa il punteggio di pertinenza e aumenta il CPC, e i posizionamenti Stories o Explore possono avere dinamiche diverse rispetto al feed. Anche stagionalita e offerta concorrente in tempo reale fanno oscillare il costo: durante picchi promozionali il prezzo sale, fuori stagione scende.
Quando conviene pagare? Quando il valore medio di un cliente giustifica il costo per acquisizione. Ecco una regola pratica: moltiplica il valore medio dellordine per il tasso di conversione dal clic. Se un ordine medio e €50 e il tasso di conversione dal clic e il 2%, il valore atteso per clic e €1. Se il tuo CPC e inferiore a quel valore, l investimento puo avere senso. Considera inoltre il valore a vita del cliente: se ritorna, puoi salire sul CPC senza bruciare margini.
Azioni concrete: testa creativi con micro-budget, sposta budget su retargeting dove il CPC tende a scendere e la conversione sale, migliora landing page per aumentare il tasso di conversione, e monitora ROAS per segmento. In pratica: non giudicare un clic solo dal prezzo, valuta il quadro economico completo. Se lo fai, Instagram smette di essere roulette e diventa un investimento calcolato.
Spendere in advertising senza guardare le metriche giuste e come guardarle e come aggiustare e come misurare e come correggere e come imparare dal dato porta solo a piu sprechi. Qui non servono guru o trucchi magici: servono segnali chiari che ti dicono se l annuncio attrae, convince e vende. Se impari a leggere quei segnali, i soldi diventano investimento e non fuoco acceso.
Non contare vanita, conta risultati concreti. Le tre metriche su cui devi impostare regole, alert e esperimenti sono chiare e pratiche:
Operativamente: abbassa CPM migliorando target e creatività, alza CTR con headline e visual piu forti e prova A/B rapidi, proteggi il margine monitorando ROAS e chiudendo o ritagliando le campagne che consumano budget senza vendere. Imposta regole automatiche per spegnere chi scende sotto soglie minime e recomponi budget su chi performa.
In sintesi: misura, sperimenta, blocca gli sprechi. Con tre numeri ben seguiti puoi trasformare Instagram da costo a centro profitti, con un pizzico di coraggio creativo e metodo.
Non esiste magia: se l'account spende e non ritorna, il problema è in una di queste tre ruote. La creatività deve catturare nei primi 1–3 secondi: titolo che punge, immagine che racconta e una prima scena nei Reels che costringa lo scroll. Non buttare budget su cento varianti identiche: crea 3 concept forti (problema, risultato, prova sociale) e varia formato (Reel, carousel, immagine) per capire quale parla realmente al tuo pubblico.
Il pubblico è il filtro che trasforma una buona idea in vendite. Segmenta per intensitá di interesse: warm (5k–50k), cold lookalike (50k–500k) e audience ampia. Escludi clienti recenti e usa il layering (interessi + comportamento + engagement) per migliorare la rilevanza. Un test iniziale su micro-segmenti ti dirà se il messaggio funziona o se stai sparando nell'oscuritá.
L'offerta è la leva che concretizza il click in conversione: prezzo chiaro, benefit immediato, rischio ridotto (garanzia o reso facile) e un CTA che spinga all'azione ora. Piccole variazioni — sconto vs bonus vs prova gratuita — possono cambiare il ROAS del 30%+. Assicurati che la landing rispecchi esattamente il creative: coerenza = meno drop-off.
Metti tutto insieme con un test sistematico: 3 creativi × 3 pubblici × 2 offerte = 18 combinazioni; parte con budget di apprendimento e misura CTR, CPC, CPA, CVR e ROAS. Dedica il 10–20% del budget mensile al test, poi scala i vincitori aumentando la spesa in modo smart (+30–50% alla volta) e continua ad iterare. Con creativitá che ferma lo scroll, un pubblico ben costruito e un'offerta chiara, gli ads su Instagram smettono di essere soldi buttati e diventano un motore di crescita.
Smontiamo due miti famosi: l organico non e una reliquia e le ads non sono un pozzo senza fondo. L organico costruisce fiducia, voce e community; le sponsorizzate danno velocita, test e scala. La magia succede quando li metti insieme invece che in competizione.
L organico funziona per educare e fidelizzare: post pillar, storie dietro le quinte, contenuti che generano commenti veri. Le ads invece servono a spingere il contenuto giusto verso le persone giuste e a raccogliere dati utili. Usa l organico per creare asset, le sponsorizzate per capire quali asset convertano.
Prova una semplice struttura operativa: 60/30/10 come punto di partenza. 60 percento contenuti organici di valore, 30 percento boost dei contenuti con migliori metriche, 10 percento sperimentazione pura per creativita e messaggi nuovi. A/B test, segmenta il pubblico e retargetizza chi ha interagito.
Se ti serve un punto di ingresso rapido per provare il mix e raccogliere dati concreti prova TT marketing per servizi di boost mirati: non e magia, e metodo con numeri da analizzare.
Misura tutto: engagement, CTR, costo per acquisizione e valore nel tempo. Parti con budget piccolo, scala sui vincitori e smetti sui perdenti. Con un mix bilanciato la pubblicita su Instagram smette di essere scommessa e diventa leva di crescita.
Se vuoi smettere di sperare che le ads su Instagram siano una miniera d oro e iniziare a trattarle come un laboratorio, dedica 14 giorni a test intelligenti e misurabili. Qui trovi sette prove rapide, concrete e low cost che ti dicono in poco tempo se stai buttando soldi o scoprendo un filone d oro.
Prova 1: Creatività A/B — lancia due varianti dell immagine o del video con lo stesso testo, spendi il 20% del budget giornaliero su ciascuna e misura il costo per clic in 72 ore. Prova 2: Copy corto vs lungo — testa una caption da 3 parole contro una da 30, guarda il tasso di completamento e la percentuale di interazione. Prova 3: Call to action diversa — prova "Scopri" contro "Compra ora" e osserva la differenza nelle conversioni micro (visite pagina, add to cart).
Prova 4: Targeting ristretto vs ampio — crea due audience, una iper-nicchia e una ampia, e confronta CPA e ROAS. Prova 5: Orario di pubblicazione — programma gli stessi annunci in fascia mattutina e serale per 5 giorni e registra il tasso di conversione per fascia.
Prova 6: Formato Reels vs Feed — mantieni stesso messaggio e budget e verifica quale formato scala meglio le metriche di engagement. Prova 7: Landing page veloce vs lenta — manda il 50% del traffico su una pagina ottimizzata e il 50% su quella attuale, misura il tempo di caricamento e il bounce rate.
Annota tutto in un foglio semplice: KPI scelti, budget speso, durata del test e risultato netto. Se dopo 14 giorni una prova non migliora i numeri, fermala e rialloca il budget sulle varianti vincenti: piccoli test, grandi guadagni.
Aleksandr Dolgopolov, 03 January 2026