Se smetti di urlare nelle email inizi a farti ascoltare. Le persone rispondono a una voce che suona umana, non a frasi fatte e mai viste. Usa frasi corte, umorismo lieve quando serve e, soprattutto, immagina di parlare con un singolo lettore invece che con una massa anonima.
Piccoli accorgimenti, grandi risultati: scrivi oggetto e preview come se aprissi una conversazione, non come se stessi attaccando un manifesto. Mantieni i paragrafi brevi, usa verbi concreti e evita parole da agenzia pubblicitaria. Personalizza dove ha senso, ma non esagerare; una riga con il nome e un riferimento reale vale piu di cento varianti fasulle.
Prima: OFFERTA IMPERDIBILE!!! ACQUISTA ORA E RISPARMIA
Dopo: Ciao Marco, ho trovato qualcosa che penso faccia al caso tuo — vuoi dare un occhiata? Questo cambio di tono abbassa la guardia del lettore e apre spazio alla curiosita.
Vuoi strumenti e esempi pronti per riscrivere le tue email in modo umano e convertire senza urlare? Scopri come fare e prendi spunto da modelli che funzionano nella vita reale, non solo sulla carta.
Per agire subito: leggi il testo ad alta voce, elimina sigle e frasi standard, scegli una sola call to action e testa due varianti. Se tutto questo ti sembra poco romantico, prova lo stesso: i numeri e i feedback dei lettori ti faranno cambiare idea in fretta.
Un oggetto forte non nasce per caso: è una promessa, un piccolo spy movie che deve incuriosire e rassicurare in meno di 60 caratteri. Qui sotto trovi sette formule pratiche per trasformare ogni invio in una chance concreta di apertura — applicabili a newsletter, promozioni o follow up.
1) Beneficio immediato: «Risparmia 30% su X oggi»; 2) Numero + curiosita: «3 trucchi per migliorare Y in un weekend»; 3) Urgenza soft: «Ultime ore: posti limitati per Z»; 4) Domanda diretta: «Sei sicuro di conoscere X?»; 5) Teaser personale: «Per te, una sorpresa su Y»; 6) Social proof: «Oltre 2.000 imprenditori usano questo metodo»; 7) Problema + soluzione: «Stanco di X? Prova questo passaggio» — prova a mescolare due elementi per creare varianti vincenti.
Metti queste formule alla prova: A/B test su due righe, tieni l oggetto sotto 50 caratteri per mobile, personalizza quando possibile e evita clickbait fuorviante. Se impari a promettere bene nel subject e mantenere la promessa nel corpo, le percentuali di apertura salgono — e le tue email tornano vive e performanti.
Smetti di sparare a salve: invii mirati e intelligenti portano risultati migliori. La vera magia non e aumentare la lista ma conoscere chi la compone. Con segmenti piccoli e rilevanti riduci il rumore, migliori l'engagement e salvi la deliverability, evitando unsub che fanno male al business.
In pratica, comincia da tre filtri che puoi applicare subito: comportamento (aperture, clic, pagine visitate), valore (LTV, ultimo acquisto) e fase del cliente (nuovi, attivi, dormienti). Segmenti come aperto ma non cliccato, acquirenti ricorrenti o abbandonatori di carrello vanno trattati con messaggi diversi, offerte calibrate e tempistiche su misura.
Imposta subito tre gruppi operativi: caldo, tiepido e freddo, con regole semplici e chiare. Alla lista calda manda contenuti commerciali e lanci, a quella tiepida nurturing e case study, alla fredda reengagement con sondaggi o sconti mirati. Frequenza consigliata: 1-2 invii a settimana per i caldi, 1 ogni due settimane per i tiepidi, 1 al mese per i freddi con flusso di uscita per chi non risponde.
Automatizza i trigger essenziali: welcome flow, post acquisto, carrello abbandonato e browsing follow-up. Usa contenuti dinamici e raccomandazioni prodotto per mostrare solo cio che conta a ciascun segmento. Non serve tecnologia costosissima: tag, campi personalizzati e regole nell'ESP bastano per iniziare e scalare con criterio.
Misura per segmento e non per lista: CTR, conversioni per invio e revenue per destinatario sono le metriche che contano. A/B testa soggetti, orari e offerte, elimina chi non reagisce dopo 3 tentativi e rialloca budget sui segmenti profittevoli. Meno email ben mirate rendono inbox e clienti piu felici, e le vendite salgono davvero.
Immagina un piccolo esercito di messaggi che lavora per te mentre fai altro: le automazioni non funzionano da sole, ma progettate bene diventano il motore che trasforma iscritti in clienti. Accendi subito tre flussi efficaci e vedrai il ROI che parla da solo.
Per la welcome sequence, invia la prima e-mail entro 10 minuti, chiarisci cosa aspettarsi e dai valore immediato con una guida o un piccolo sconto. Metti un CTA unico, personalizza con il nome e registra il canale di provenienza per segmentare dopo la prima interazione.
Nel nurturing punta su comportamento e microsegmenti: attiva messaggi su apertura, click o pagine viste e alterna contenuti utili a offerte mirate. Usa contenuti dinamici, prova A/B su oggetto e CTA e misura il punteggio lead per capire quando passare dal contenuto alla proposta commerciale.
Per il recupero carrello, testa sequenze brevi e progressive e misura ogni step. Una rapida checklist pratica:
Monitora aperture, click e ricavi generati, poi iterare: ottimizza subject, tempo e offerta finche il funnel non diventa davvero automatico e profittevole.
Non servono effetti speciali: per vincere su mobile puntare su semplicità e tattilita. Parti da una struttura a colonna singola, caratteri grandi e interlinea ariosa; sul piccolo schermo lo sguardo scorre, non legge come su desktop. Usa font almeno 16px per il corpo e 22px per i titoli, frasi brevi e paragrafi spezzati; il risultato sara un messaggio che si legge al volo con il pollice.
La conversione vive e muore sulla CTA. Metti un solo impulso primario visibile senza scroll sopra la piega, con colore a contrasto e testo attivo tipo Scarica ora o Provalo gratis. Rendi il bottone facile da toccare: area tappabile minima 44x44px, bordi arrotondati e padding abbondante. Evita piu call to action uguali: una chiara, una secondaria piu discreta basta e avanza.
Immagini e risorse devono essere fluide e leggere: usa immagini responsive width 100% height auto e formato web ottimizzato per non rallentare il caricamento. Non affidare la conversione a sfondi non supportati da tutti i client email; preferisci pulsanti "bullet proof" o testo link evidenziato. Non dimenticare le versioni plain text e gli alt text per chi disabilita le immagini.
Testa tutto prima di inviare: prova su device reali, su client diversi e con anteprime che simulano rete lenta. Fai A/B test su CTA e sopra la piega, misura CTR e tasso di conversione e ripeti. Con pochi aggiustamenti mirati la tua email passera da ignorata a indispensabile per chi sfoglia e compra con il pollice.
Aleksandr Dolgopolov, 05 January 2026