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Email marketing NON è morto ecco perché il tuo funziona malissimo (e come rianimarlo)

Smetti di urlare: oggetti che fanno cliccare, non scappare

Gli oggetti non devono urlare: devono attirare con garbo. Pensa a un gancio rilevante (es. numero concreto, nome del destinatario, problema specifico) e mettilo subito. Evita superlativi vuoti e frasi generiche; invece usa parole che descrivono un risultato misurabile. Non dimenticare il preview text: è la seconda riga che decide il clic, trattala come seconda headline.

Per allenare la creatività, prova queste varianti:

  • 🆓 Intrigante: “Il kit gratuito che i migliori usano ogni mattina”
  • 🚀 Risultato: “ +12 vendite in 7 giorni con questa formula”
  • 💥 Limitato: “Aperto solo per 50 persone: entra ora”

Testa sempre con metodo: 1) definisci un'unica variabile (emoji, verbo, numero), 2) manda a un segmento piccolo (5-10%), 3) monitora CTR e conversione dopo 48-72 ore e scala la vincente. Se vuoi accelerare la crescita della tua audience prova Telegram boost di crescita garantito per testare copy e traffico contemporaneamente.

Mini-checklist da tenere a portata: 1) oggetto specifico e breve; 2) preview text che completa la promessa; 3) CTA coerente nell'anteprima. Scrivi 20 oggetti in 20 minuti, salva i 5 migliori e riutilizzali con piccoli adattamenti: la buona idea ripaga, il mai-stress no.

Segmenta con criterio: invia il messaggio giusto alla persona giusta

La differenza tra una mail che viene cestinata in 2 secondi e una che genera click sta quasi sempre nella segmentazione. Invece di sparare lo stesso messaggio a 10.000 persone, segmenta per comportamento (aperture, click), per acquisti recenti, o per interesse prodotto: usare RFM (recency, frequency, monetary) come primo criterio ti dà subito risultati misurabili. Inoltre la rilevanza migliora la deliverability: utenti coinvolti segnalano meno spam e Gmail impara a mostrarti più spesso.

Non servirti di complicati modelli statistici da subito: crea 5 segmenti rapidi e automatizza. Esempi efficaci: nuovi iscritti (welcome series), acquirenti recenti (cross-sell post purchase), carrelli abbandonati (reminder + incentivo), curiosi che hanno visitato una categoria (prodotti correlati), inattivi da 90+ giorni (win‑back). Imposta trigger chiari e soglie semplici: chi ha comprato negli ultimi 30 giorni non entra nel win‑back; chi ha cliccato 3 volte su una categoria riceve contenuti specifici.

Raccogli dati senza irritare: preference center smart, campi opzionali e tracking eventi danno più insight dei sondaggi infiniti. Usa content blocks dinamici per mostrare offerte diverse nello stesso invio, personalizza subject e preview text, e fai A/B test su segmenti per capire cosa funziona davvero. Prioritizza i segmenti per impatto potenziale: prima quelli con più revenue o più probabilità di riattivazione.

Misura con metriche utili: revenue per recipient, tasso di conversione per segmento, costo per acquisizione. Non confondere open rate con successo: conta i click e le vendite. Infine, non aver paura di pulire: rimuovi o prova a riattivare chi non interagisce. Parti con tre automazioni fondamentali (welcome, carrello, win‑back), migliora e scala: la posta elettronica non è morta, è solo un animale che va nutrito con messaggi giusti.

Design che vende: layout puliti, CTA irresistibili, zero fronzoli

Un layout che vende non è un quadro di artista: è un percorso deciso per lo sguardo. Svuota la pagina da ornamenti inutili, crea gerarchie visive nette, usa titoli corti e immagini che supportano il messaggio. Lo spazio bianco non è vuoto: è conversione.

La CTA è la star, non il colore dell interfaccia. Scegli un solo obiettivo per email, usa un bottone contrastante, microcopy persuasiva e una promessa chiara. Prova varianti A/B e misura. Se vuoi un incremento immediato di visibilita prova reale e conveniente Instagram followers come leva per test.

Pensa mobile first: margini generosi, bottoni grandi, testo leggibile senza zoom. Riduci il numero di link e usa immagini ottimizzate. Se la mail non si carica in 3 secondi perdi il lettore, quindi attiva compressione e alt text efficaci.

Il contenuto above the fold conta: headline, benefit e CTA visibile subito. Usa icone minimal e punti in grassetto per guidare lo sguardo. Semplifica il modulo di conversione: meno campi = piu conversioni.

Test rapidi di layout e copy sono la medicina migliore. Crea tre varianti, misura open e clic, elimina cio che appesantisce. Un design pulito e una CTA irresistibile rianima qualsiasi sequenza di mail. Metti in pratica oggi.

Automazioni che lavorano mentre dormi: dal benvenuto al carrello recuperato

Immagina che mentre dormi decine di micro conversazioni trasformino curiosi in clienti reali. Le automazioni non sono magia, sono design: sequenze costruite per accompagnare una persona dal primo click fino all acquisto e oltre. Prima azione concreta, metti su carta il percorso cliente, scegli tre obiettivi misurabili per la prima iterazione e traccia quali eventi attivano ogni messaggio.

Costruisci flussi solidi ma non monocorde: una welcome series in tre email che introduce marca, risolve un problema immediato e propone una chiamata all azione morbida; un carrello recuperato in tre tocchi con prima notifica entro un ora, reminder dopo 24 ore e ultimo avviso con piccolo incentivo dopo 72 ore; un post acquisto che insegna come usare il prodotto e chiede recensione; e una serie di riattivazione per chi non legge da oltre 90 giorni. Personalizza oggetto, preheader e contenuto con nome, prodotto visto e ultimo comportamento per sembrare umano e non un bot.

Dal punto di vista tecnico attiva trigger su eventi reali, non su intervalli di calendario. Applica soppressioni intelligenti per non molestare chi ha appena comprato o aperto una mail ieri. Usa regole condizionali per mostrare blocchi di prodotto rilevanti, inserisci elementi di social proof e prova timer dinamici per urgenza. Test A/B oggetto e CTA su campioni rappresentativi, misura dopo 7-14 giorni e applica la versione vincente su tutto il traffico.

Per rianimare subito, fai questo check rapido: pulisci la lista da bounce e inattivi, verifica autenticazione dominio, migliora il from name e il preheader, lancia la welcome e il primo recovery carrello ottimizzati e misura revenue per invio. Itera con microtest quotidiani finche i numeri migliorano. Risultato pratico: email che lavorano per te mentre dormi, e svegli che contano davvero.

Misura ciò che importa: apri, clicca, converti, ripeti

Non inseguire numeri che brillano ma non raccontano storie. Le aperture servono a capire se l oggetto funziona, ma spesso ingannano: client che bloccano immagini, aperture automatiche e proxy di privacy gonfiano i dati. Per decidere cosa migliorare serve vedere chi ha fatto qualcosa dopo aver aperto.

Metriche semplici e utili: misura le aperture per valutare oggetti e timing; il CTR (click per email inviata) per capire l efficacia del messaggio; il CTOR (click sulle aperture) per vedere quanto il contenuto convince; le conversioni per misurare il valore reale, sia come percentuale sui click sia rispetto alle email inviate.

Non restare ai numeri vanitosi: segmenta per comportamento, personalizza con dati semplici e testa tutto. A/B testa oggetti, preheader, CTA e pagine di atterraggio. Se il CTR sale ma le conversioni no, il problema e la pagina di destinazione, non la mail.

Misura la ripetizione: tasso di riacquisto, valore medio per cliente e percentuale di utenti che tornano dopo una campagna. Usa cohort analysis per capire se gli utenti rimangono attivi nel tempo e attiva flussi di reengagement per chi cala.

Scegli tre KPI, imposta un esperimento di 90 giorni, pulisci le liste e automatizza i flussi principali. Piccoli test continui valgono piu grandi rilanci una tantum: misurare, correggere, ripetere e vedere il risultato reale sul fatturato.

Aleksandr Dolgopolov, 31 December 2025