Per decenni la pubblicità è stata addestrata a mettere due team uno contro l'altro: chi vive di numeri e chi di storytelling. Ma il vero problema non è la differenza, è la separazione forzata. Trattare performance e brand come binari separati genera contraddizioni, spreco di budget e campagne che non parlano né al cuore né alla conversione.
Il "bug" nasce da abitudini: brief distinti, metriche che non dialogano e tool pensati per tagliare il traffico a compartimenti stagni. Quando il brief è solo CPA chiude la creatività, e quando è solo awareness perde la misurabilità. Il risultato? Un loop infinito di test che non scala e creatività che non vende.
La soluzione è pratica: armonizza obiettivi, crea asset che servono due padroni e misura con cohort e micro-funnel. Parti da un'ipotesi: quale elemento creativo guida sia il ricordo che la chiamata all'azione? Progetta esperimenti rapidi, usa varianti cross-cutting e adatta attribution window per vedere la storia completa.
In breve: smetti di scegliere. Metti metriche condivise, brief ibridi e un piccolo esperimento su una campagna pilota: se la creatività regge sia la view che il click, hai appena trovato la strada per vincere su entrambi i fronti.
Immagina una campagna che prende per mano il cliente dal primo sguardo fino al carrello: la full-funnel che ti permette di scalare senza smontare l'identità del brand. Qui trovi 5 mosse pratiche, sperimentabili subito, per trasformare awareness in ROAS misurabile.
1) Top funnel — fai rumore e sii memorabile. Punta su video verticali e creatività bold; testa tre hook in parallelo e misura reach/CPM. Non inseguire subito la vendita: l'obiettivo è diventare riconoscibile e accumulare segnali di interesse per il retargeting.
2) Mid funnel — coltiva curiosità con contenuti utili: tutorial, comparazioni, case study brevi. Segmenta chi ha interagito e proponi value-add (ebook, sconto first-time). KPI: CTR e tempo di visualizzazione. Escludi chi ha già convertito per non cannibalizzare il test.
3) Bottom funnel — rendi la conversione facile. Landing pages veloci, CTA chiari, offerte temporanee e prova sociale in evidenza. Attiva dynamic ads per prodotti visti e usa campagne di remarketing con frecce persuasive: coupon, garanzia, prova gratuita. Misura CPA e conversion rate.
4) Retention — la prima vendita non è il traguardo, è l'inizio. Automazioni post-acquisto, upsell personalizzati e contenuti che rinforzano il posizionamento di marca aumentano il LTV. Traccia coorti per capire quali esperienze trasformano clienti in fan paganti.
5) Misura e ottimizza con disciplina: allinea KPI di brand (awareness, ad recall) a quelli di performance (ROAS, CPA). Usa A/B test e incrementality test per separare rumore e valore reale. Regola budget e creatività ogni ciclo in base al learning raccolto.
La creativita che vende comincia da un unico punto: il hook. Se non afferri l attenzione nei primi tre secondi sei gia in ritardo. Testa tre varianti rapidissime: contrasto visivo, promessa audace, o una domanda che ferma lo scroll. Monitora CTR e tempo medio di visione per capire quale hook porta traffico e quale crea memoria.
Gli asset devono essere intelligenti e modulari: crea versioni che parlano tra loro. Un asset verticale per feed, una versione orizzontale per YouTube e un frame adattato per le storie non sono copie, sono pezzi di un unico sistema. Inserisci un elemento distintivo ripetibile — un movimento di logo, un colore saturato, una microanimazione sonora — che diventi il tuo timbro riconoscibile.
Coerenza visiva non significa noia. Definisci una palette, due famiglie tipografiche e un mood fotografico e poi sperimenta dentro quei confini. Se hai un tono irriverente mantienilo ovunque: dalle headline ai set di icone. Questo aiuta sia la riconoscibilita del brand sia la velocita di comprensione dell offerta quando le performance adattano copy e immagini.
Per unire performance e brand usa una struttura a strati: metti il benefit immediato in primo piano per convertire e lascia il timbro di brand in secondo piano per imprimere memoria. Ruota gli asset migliori con regolarita, ma conserva sempre il brand anchor. Così migliori il risultato a breve termine senza svuotare il valore a lungo termine.
Infine misura con occhi doppi: KPI di vendita per la performance e metriche di brand lift per la memoria. Pianifica test creativi continuativi, fai attention tracking e sovrapponi dati di conversione con sondaggi di richiamo. Creativita e dati insieme non sono un compromesso, sono la strada per creare campagne che vendono ora e restano nella testa domani.
Basta con lo scontro tra brand e performance: immagina una sola vista dove il brand lift dialoga con i test di incrementality e il CPA. Il segreto è smettere di leggere i grafici come nemici e iniziare a usarli come alleati: ogni KPI è un pezzo del puzzle, non un tribunale dove condannare una strategia.
Come funziona nella pratica? Lanci un brand lift survey per misurare recall e preferenza, avvii test di controllo per calcolare l incrementality e mantieni sotto controllo il CPA per valutare la sostenibilita. Misura a 7 e 14 giorni, confronta i gruppi e valuta trend, non picchi isolati. Se vuoi provarlo subito, parla con fornitore SMM per un set up rapido.
Azioni concrete: setta tagging coerente, definisci KPI condivisi (brand lift, incrementality, CPA), programma esperimenti randomizzati e allinea l attribution window. Visualizza heatmap creative e funnel di conversione affiancati, poi automatizza regole che riallocano budget quando l incrementality supera la soglia prevista.
Il risultato è semplice: sposti budget verso gli asset che alzano sia la notorietà sia le conversioni, migliori il ROAS senza sacrificare l immagine del marchio. Inizia con un test pilota di due settimane, scala quello che funziona e guarda come vincono insieme brand e performance con una sola strategia.
Non è necessario scegliere tra vendite subito e valore a lungo termine: il 70/20/10 è la mappa che tiene insieme entrambe le esigenze. Con questo approccio la campagna paga le bollette oggi e costruisce il terreno per risultati migliori domani. Pensala come una pianta: annaffi il tronco, nutri i rami che crescono e sperimenti nuovi semi.
Dedica 70% del budget alle attività che generano conversioni dirette e misurabili: search, performance social, landing ottimizzate e remarketing. Qui il mantra è iterazione rapida: test creative ogni 7-14 giorni, scala i set che abbassano il CPL, applica regole di budget automation e tieni traccia di CPA, ROAS e tempo alla conversione. Questa porzione mantiene il flusso di cassa e fornisce insight immediati.
Usa il 20% per accelerare la crescita della marca e aumentare la qualità del traffico — storytelling video, contenuti branded, collaborazioni con creator e campagne upper funnel. Lavori su riconoscibilità, sentiment e assist attribuibile: misura view-through conversions, brand lift e tassi di assist alle vendite. Questi investimenti migliorano la conversione futura e riducono il costo di acquisizione nel medio termine.
Il 10% è il tuo laboratorio: nuove piattaforme, formati non convenzionali e creatività audaci. Qui accetti che la maggior parte fallisca, ma basta un esperimento ben fatto per trovare la leva che sposta metriche sia di performance sia di brand. Imposta esperimenti con target chiari, tempi corti e criteri di stop loss per non disperdere risorse.
Governance pratica: rivedi il mix mensilmente e rialloca ogni trimestre in base a dati e obiettivi stagionali. Se il 70% scala troppo bene verso il basso, trasferisci subito parte del risparmio al 20% per non perdere posizionamento di marca. Regole semplici, cicli brevi e coraggio creativo ti permettono di vincere oggi e domani senza drammi.
Aleksandr Dolgopolov, 30 December 2025