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Shock ecco cosa l'algoritmo di Instagram vuole davvero da te (e come trasformarlo nel tuo alleato)

Il menù che piace all'algoritmo: 70% valore, 20% relazione, 10% promozione

Immagina il tuo profilo come un ristorante: il piatto forte deve essere gustoso, ma la cortesia e il conto contano quanto la ricetta. L'algoritmo dà priorità a quello che tiene le persone più a tavola: per questo funziona la regola pratica del 70/20/10. Non è matematica fredda, è strategia di servizio — e sì, puoi cucinarla anche con pochi ingredienti.

70% valore: qui servono contenuti che insegnano, risolvono o fanno ridere. Reel con un trucco pratico, caroselli "prima/dopo", caption che spiegano un processo: punta a contenuti che la gente salva e condivide. KPI facile da monitorare: salvataggi, condivisioni e tempo di visualizzazione. Se vuoi un hack: ogni post educazionale chiudi con un micro-sfida che spinge lo user a salvarlo.

20% relazione: sono i piccoli gesti che trasformano follower in fan. Rispondi ai commenti, usa le storie per fare domande, ricondividi i contenuti dei follower e crea sondaggi. Qui l'obiettivo è la conversazione e la fidelizzazione: misura risposte ai direct, tasso di apertura delle storie e tempo medio di risposta. La regola è semplice: più interazione autentica, più segnale positivo per l'algoritmo.

10% promozione: promuovi senza urlare. Offerte chiare, testimonial, call-to-action leggere — mai centellinare tutto il feed con vendite aggressive. Per esempio, su 10 post settimanali pubblica 7 di valore, 2 per relazione e 1 promozionale: un test rapido per vedere l'effetto sulle metriche. Cambia dose, osserva i risultati e trasforma l'algoritmo nel tuo commensale preferito.

Segnali forti: salvataggi, condivisioni e commenti che ti spingono in cima

Non è più il numero di like a decidere chi sale sul podio: l'algoritmo premia i segnali forti — quei salvataggi, condivisioni e commenti che dimostrano interesse reale. Un save vale come un promemoria personale, una condivisione moltiplica la visibilità e un commento alimenta la conversazione. Capire questa gerarchia ti permette di trasformare post buoni in post che l'algoritmo ama. In pratica, meno show-off, più valore utile per l'utente.

Per aumentare i salvataggi punta su contenuti pratici: mini-guide, template scaricabili in carousel, checklist e frasi 'salva questo post per dopo'. Cura l'immagine di apertura perché il primo frame decide lo swipe, e costruisci caption che riassumono il valore in 2-3 punti. Ogni elemento deve convincere l'utente che tornerà a quel post: allora lo salverà.

Le condivisioni nascono dalla voglia di aiutare: crea post che risolvono un problema per un'altra persona, oppure invita a taggare un amico con una richiesta specifica. Per i commenti, fai domande precise o proponi mini-sondaggi nel testo: invece del generico 'che ne pensi?', prova 'Preferisci A o B? Scrivi A o B'. Se vuoi dare una spinta iniziale al reach, considera anche servizi mirati come YouTube boost di crescita genuino.

Non improvvisare: monitora quali post raccolgono più salvataggi e commenti, duplicane la formula e programma repliche periodiche. Ricorda che l'algoritmo ama la coerenza e il momentum: pochi post ben ottimizzati valgono più di dieci lanci confusi. In poche mosse puoi fare dell'algoritmo un alleato: più conversazioni, più salvataggi, più visibilità — e meno ansia da like.

Timing che scotta: quando pubblicare per prendere l'onda giusta

Non esiste un momento magico universale, ma esiste una finestra in cui l'algoritmo premia chi cavalca l'onda giusta: i primi 45–60 minuti dopo la pubblicazione. Se i tuoi post raccolgono like, commenti e salvataggi subito, Instagram li spinge; se restano freddi, scivolano.

Regola pratica: prova mattino (7–9), pausa pranzo (12–14) e prima serata (19–22), adattando all'orario del tuo pubblico. I weekend spesso funzionano per contenuti leggeri, i giorni feriali per quelli professionali. Controlla Insights per scoprire quando i tuoi follower sono davvero online.

Fai A/B test: pubblica lo stesso formato in due orari per due settimane e confronta reach, impression e salvataggi. Usa un foglio semplice: data, ora, tipo, risultato. Solo i dati battono l'intuizione — e ti dicono se la mattina è il tuo regno.

Prima della pubblicazione, riscalda l'audience con una story; rispondi ai primi commenti nei primi 10–15 minuti per aumentare l'engagement. Per i Reels la musica trend e un buon hook nei primi 3 secondi fanno la differenza, ma il timing resta un amplificatore.

Non inseguire l'ora perfetta: trova la tua finestrella, rendila prevedibile e misura tutto. Dopo un mese di test saprai se puntare su mattina, pranzo o sera. Costanza, micro-experiment e qualche mossa creativa battono sempre la casualità.

Reels vs caroselli: quale formato spinge davvero la reach (e quando usarlo)

Capire quale formato spinge davvero la reach significa pensare come l’algoritmo: premia novita, tempo di visualizzazione e interazioni rapide. I Reels sono il megafono per farti scoprire da persone che non ti seguono, mentre i caroselli sono il coltello svizzero della fidelizzazione: tengono gli utenti nel tuo contenuto più a lungo e favoriscono salvataggi e condivisioni.

I criteri pratici per decidere sono semplici: punta sui Reels quando hai ritmo, trend o un messaggio che funziona in 15-30 secondi; scegli il carosello quando devi spiegare, mostrare più dettagli o costruire storytelling su più slide. Ecco una mini guida pratica:

  • 🚀 Scoperta: Reels veloci e attuali per ampliare pubblico e vincere spinta iniziale
  • 💥 Coinvolgimento: Caroselli per aumentare tempo sul post e raccogliere salvataggi
  • ⚙️ Conversione: Mixare: Reels per attirare, carosello per spiegare e convertire

Piccoli trucchi operativi: cura il primo frame del carosello come un titolo e metti la CTA nell ultima slide; per i Reels investi 1 secondo iniziale potentissimo e chiudi con una richiesta d azione. Monitora reach, retention e salvataggi: sono i numeri che ti dicono quale formato l algorithmo preferisce per il tuo pubblico. Alterna, testa e trasforma la piattaforma da avversaria a alleata.

Dalle call to action alle DMs: come accendere conversazioni che contano

Le call to action non sono slogan: sono inviti a parlare. Invece di scrivere "Commenta qui", prova micro-CTA che chiedono risposte di una parola o un emoji — la barriera è più bassa e l'algoritmo ricompensa ogni scambio genuino con più visibilità. Punta a curiosità, non a click vuoti.

  • 💬 Icebreaker: Punta su una domanda facile e rilevante (es. "Caffè o tè?") per ottenere la prima reazione.
  • 🚀 Follow-up: Usa una seconda domanda che sviluppa la risposta, così trasformi like in conversazione.
  • 🔥 Micro-CTA: Chiedi un'azione ridotta (emoji, voto, scelta A/B) per aumentare il tasso di risposta.

Nei DM sii umano: evita messaggi copy+paste, menziona qualcosa del loro profilo o della loro risposta pubblica e offri valore immediato (un tip, uno sconto, una risorsa). Usa voice note e memi quando appropriato — rendono la chat più personale e aumentano tempo e qualità dell'interazione.

Automatizza con criterio: le risposte salvate ti fanno risparmiare tempo, ma personalizza sempre la prima riga. Se vuoi delegare la parte tecnica (metriche, targeting, automazioni sicure), prova miglior piattaforma SMM per strumenti che scalano senza rendere fredda la conversazione.

Misura e ottimizza: monitora tassi di risposta, tempo medio alla prima risposta e conversione da DM. Sperimenta template e orari, A/B testa le opening line e mantieni sempre una regola d'oro—ogni DM dovrebbe poter trasformarsi in relazione, non solo in vendita.

Aleksandr Dolgopolov, 16 December 2025