Notizie di marketing, 30 settembre 2026: Google fa ricorso contro la Commissione europea sui dati di ricerca

Google ha fatto ricorso al Tribunale dell'UE contro le decisioni della Commissione europea che lo obbligano a condividere i dati di ricerca con i concorrenti, e un suo vicepresidente parla del peggior calo di qualità della ricerca in 28 anni. Nelle regole dei profili aziendali Google si riserva di respingere senza esame i reclami di chi intasa l'assistenza. Meta ha lanciato Muse, agenti di intelligenza artificiale per le piccole imprese.
Tema del giorno: Google impugna le decisioni europee sul DMA che lo obbligano a condividere i dati di ricerca
Il 29 settembre 2026 Google ha annunciato di aver fatto ricorso contro le decisioni della Commissione europea che lo obbligano a condividere i dati di ricerca con i concorrenti. Alla base c'è il Digital Markets Act, o DMA, la legge dell'UE sui mercati digitali che impone alle piattaforme più grandi di aprirsi alla concorrenza. Le decisioni sono state prese a luglio e prevedono 2 obblighi: Google deve trasmettere i dati di ricerca agli altri motori di ricerca e deve far entrare in Android i servizi di intelligenza artificiale concorrenti.
L'azienda motiva il ricorso così: per rispettare le decisioni dovrebbe cedere la cronologia di ricerca privata degli utenti senza un'anonimizzazione sufficiente e indebolire le protezioni di Android. Secondo Tech2Geek, il ricorso è stato depositato al Tribunale dell'Unione europea il 28 settembre 2026. Finché il giudizio è in corso, la partita resta aperta.
Lo stesso giorno Search Engine Roundtable ha pubblicato un estratto di un'intervista a Nick Fox, vicepresidente senior di Google per conoscenza e informazione. Fox ha definito le modifiche introdotte a causa del DMA il peggior calo di qualità della ricerca in 28 anni di storia di Google. È una frase forte, detta da chi il prodotto lo guida: Google non si limita a contestare gli obblighi in tribunale, ma sostiene pubblicamente che la versione europea della ricerca è già peggiorata.
Cosa significa per chi lavora in Italia. I risultati di ricerca in Europa non sono gli stessi degli Stati Uniti, e non lo saranno ancora per un po'. Chi fa SEO o gestisce campagne sul mercato europeo deve mettere in conto che aspetto della pagina e accesso ai dati cambieranno ancora a lungo, mentre il processo va avanti. Conviene confrontare i dati di traffico europei separatamente da quelli di altri mercati, per non scambiare un effetto del DMA per un problema del proprio sito.
Altre notizie del 30 settembre 2026
Il Profilo dell'attività su Google, o Google Business Profile, è la scheda di un'impresa nella Ricerca e in Mappe. Nelle regole è comparsa una nuova voce, "Misuse of support channels", cioè abuso dei canali di assistenza; prima non c'era. Titolari e agenzie non devono inondare l'assistenza di richieste infondate, perché rallentano le risposte per tutti. Sono considerati violazione i reclami falsi o fuorvianti e quelli presentati in malafede. In caso di richieste infondate ripetute, Google può respingere senza esame tutti i reclami successivi dell'utente, scrive Search Engine Roundtable. Chi segnala in massa le schede dei concorrenti o manda a ripetizione la stessa richiesta rischia di restare senza assistenza il giorno in cui a essere bloccata sarà la sua scheda.
Muse è la famiglia di agenti AI di Meta che svolgono compiti su richiesta dell'utente. Prima l'azienda ha lanciato gli agenti personali per le persone comuni, ora un pacchetto dedicato alle piccole imprese. Il cuore del pacchetto sono i connettori, cioè i collegamenti con servizi esterni. I nuovi partner sono Zoom, Figma, Canva, Stripe, GitHub, QuickBooks, Slack e Shopify, mentre gli strumenti e le analisi di Meta erano già collegati. Meta cita alcuni scenari: analizzare i contenuti e costruire una campagna promozionale, controllare il flusso di cassa e trovare dove risparmiare, preparare le risposte ai clienti, valutare un piano di marketing. È in arrivo una modalità in cui all'agente si assegnano obiettivi di business. Secondo Meta, l'agente non pubblica, non invia e non spende nulla senza il consenso esplicito del titolare, scrive Social Media Today. Per chi gestisce Facebook e Instagram è un assistente per la pianificazione, ma bisognerà aprirgli i dati dell'azienda.
Il ruolo è arrivato in Forum, l'app separata per i gruppi Facebook che riunisce tutti i vostri gruppi in un unico feed; è in test da maggio e si può scaricare solo negli Stati Uniti su iOS e Android. Il nuovo ruolo sostituisce i vecchi badge dei partecipanti attivi e il ruolo di esperto del gruppo. Si ottiene con contributi utili: risposte alle domande, esperienza personale, consigli. Il partecipante riceve un badge e alcuni vantaggi, per esempio la pubblicazione rapida dei post. Il ruolo lo assegna l'amministratore, ma anche Meta propone dei candidati. Il test è attivo in Forum negli Stati Uniti e su Facebook in tutto il mondo, ha comunicato Meta. Altre 2 novità: la ricerca Ask in Forum ora confronta le opzioni e suggerisce nuove domande, e sui post compaiono etichette tematiche. Per un brand che lavora attraverso una community è un premio già pronto per chi risponde alle domande al posto suo.
Il programma delle agenzie partner di TikTok esiste dal 2020 e nel suo catalogo ci sono oltre 600 aziende approvate: agenzie creative, tecnologie di marketing, servizi di misurazione dei risultati pubblicitari. Prima tutti i partner avevano lo stesso status, ora ogni agenzia riceverà uno di 2 badge. Agency Partner va alle agenzie qualificate con risultati elevati, capacità operative e un team certificato. Premier Agency Partner è il livello più alto: lo otterrà un piccolo gruppo dei migliori partner al mondo, per risultati di business dimostrati e una conoscenza approfondita della piattaforma. Entrambi i badge indicano che l'agenzia ha superato una verifica dei requisiti, scrive Social Media Today. Per l'inserzionista è un filtro già pronto nella scelta di un fornitore per la pubblicità su TikTok, per l'agenzia un gradino chiaro a cui puntare.
Threads è il social testuale di Meta, e le sue chat dal vivo sono discussioni di gruppo in tempo reale; si trovano nella sezione dei messaggi privati, separate dal feed, e sono comparse per la prima volta in occasione dei playoff NBA. Prima si poteva reagire solo a un singolo messaggio, ora qualsiasi partecipante invia un'emoji a tutti e questa scorre sullo schermo. Il pulsante "alza la mano" permette di chiedere la parola, utile nelle chat con un numero limitato di partecipanti. Presto le chat arriveranno nella versione web di Threads, secondo l'azienda è una delle funzioni più richieste. Le chat sono state aperte in Australia, e insieme ai creator partono chat dedicate allo show "Dancing with the Stars" e ai playoff WNBA, riporta Social Media Today. Per media e brand è un formato per radunare le persone attorno a un evento mentre è in corso.
AI Overviews è il riassunto generato dall'intelligenza artificiale che Google mostra sopra i risultati di ricerca tradizionali. Accanto alla risposta ci sono le schede dei siti citati; oggi su desktop stanno nella colonna destra, nel test finiscono sotto il testo. Secondo Search Engine Roundtable, Google aveva provato varianti simili almeno 2 volte: a settembre 2025 e a marzo 2026. Il terzo tentativo in un anno dice che l'azienda sta cercando un posto definitivo per questi link, non solo verificando un'idea. Dalla posizione delle schede dipende se una persona noterà il link al vostro sito e ci cliccherà. Chi compare in queste risposte farebbe bene a monitorare a parte i clic da desktop in Search Console, per accorgersi se il test arriva anche da lui.
Il pannello locale è la scheda di un'attività nella ricerca, con i pulsanti per chiamare, ottenere indicazioni, visitare il sito e altre azioni. Su smartphone Google sta testando 2 file di questi pulsanti; in passato aveva provato un pulsante "+" per le altre azioni e un carosello scorrevole. La seconda novità è un errore nei profili aziendali e in Mappe: i segnaposto di alcune attività si trovano in mezzo all'oceano. Dalle segnalazioni sembra riguardare le attività con area di servizio che non mostrano pubblicamente l'indirizzo: artigiani a domicilio, consegne, servizi a casa del cliente, scrive Search Engine Roundtable. Se gestite una scheda di questo tipo, apritela oggi su Mappe e controllate dov'è il segnaposto: chi vede un'azienda in acqua difficilmente la chiamerà.
Secondo TechCrunch, il modello è uscito il 28 settembre 2026. È il secondo modello della famiglia Claude 5.5 dopo il più potente Opus 5.5, presentato il 22 settembre 2026; il precedente Sonnet 5 era uscito circa 3 mesi fa. Anthropic dichiara che il nuovo modello risponde oltre il 30% più velocemente e consuma meno token, quindi un compito costa meno, anche se il prezzo nell'API non è cambiato. Il modello è disponibile su Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure, più avanti arriverà il più piccolo Haiku 5.5. Nel test di programmazione FrontierCode Sonnet 5.5 ottiene il 52.1%, il più potente Opus 5.5 il 54.4%, una differenza di 2.3 punti. Per chi scrive testi o report con l'AI o automatizza le attività ripetitive, è quasi il modello di punta a un prezzo più basso.
Cosa fare per chi gestisce profili su Google, gruppi Facebook e siti in Europa
- Titolari e agenzie con profili aziendali su Google: non inviare all'assistenza reclami ripetuti o dubbi, altrimenti le richieste successive potrebbero essere respinte senza esame. Le attività senza indirizzo pubblico controllino il segnaposto su Mappe.
- Chi fa SEO sul mercato europeo: seguire il ricorso di Google sul DMA e analizzare il traffico europeo separatamente da quello di altri mercati, per distinguere gli effetti della legge dai problemi del sito.
- Chi compare nelle risposte AI Overviews: monitorare i clic da desktop in Search Console, per vedere subito se il test sullo spostamento dei link arriva anche a voi.
- Chi gestisce gruppi Facebook: assegnare il nuovo ruolo ai partecipanti che rispondono alle domande. Per loro la pubblicazione rapida è un premio gratuito, per il gruppo significa più risposte utili.


